• 1890
  • 1900
  • 1910
  • 1920
  • 1930
  • 1940
  • 1950
  • Mostre

1894

nasce il 22 marzo a Monte Vidon Corrado, un paese vicino a Fermo, nelle Marche. Subito dopo la sua nascita i genitori, Vincenzo Licini e Amedea Corazza, si trasferiscono a Parigi per motivi di lavoro: qui Vincenzo svolge l’attività di cartellonista pubblicitario e Amedea dirige una casa di mode. Osvaldo resta a Monte Vidon Corrado affidato alle cure del nonno paterno, Filippo. Nel 1896 nasce a Parigi la sorella Esmeralda.

1908

appena quattordicenne si trasferisce a Bologna per frequentare l’Accademia di Belle Arti: ci sono, tra i suoi compagni di studi, Giorgio Morandi, Mario Bacchelli, Severo Pozzati (Sepo), Giacomo Vespignani.

1913

ha contatti con ambienti futuristi pur non aderendo, nella sostanza, al futurismo.
Durante l’estate scrive i Racconti di Bruto, cinque brevi racconti nei quali Bruto è lo stesso Osvaldo; fa leggere il manoscritto dei Racconti di Bruto al musicista Francesco Balilla Pratella.
Dipinge un suo autoritratto che poi dona all’amico Morandi.

1914

nel mese di marzo alcune sue opere vengono presentate al pubblico per la prima volta: si tratta della mostra collettiva cosiddetta dei Secessionisti che si tiene a Bologna nei sotterranei dell’Hotel Baglioni e nella quale, insieme a lui, espongono Bacchelli, Morandi, Pozzati e Vespignani.

Verso la fine dell’anno si trasferisce a Firenze per studiare scultura presso l’Accademia di Belle Arti.

1915 — 1916

combatte nella Prima Guerra Mondiale; sul Podgora viene ferito ad una gamba (ciò lo renderà claudicante per tutta la vita). A seguito del ferimento viene ricoverato presso l’ospedale militare di Firenze.

Nel capoluogo toscano conosce Beatrice Müller, una giovane svizzera che, terminati gli studi di lingue a Ginevra e a Londra, decide, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, di entrare per motivi umanitari nella Croce Rossa Internazionale; Osvaldo inizia con lei, crocerossina a Firenze, una relazione dalla quale nasce, nel 1917, il figlio Paolo.

1917

si reca in convalescenza a Parigi presso la madre Amedea e la sorella Esmeralda, ballerina all’Opéra. Il padre Vincenzo è a quel tempo già deceduto.

Al Café de la Rotonde conosce, tra gli altri, Pablo Picasso, Jean Cocteau, Blaise Cendrars, Ortiz de Zarate, Moïse Kisling. In quel periodo conosce anche il mercante d’arte Leopold Zborowski che in seguito diviene suo collezionista. Nel mese di maggio, al teatro dello Châtelet, assiste alla prima rappresentazione di Parade di Cocteau, con musiche di Erik Satie  e scenografie di Picasso.

A Montparnasse, nell’autunno, incontra Amedeo Modigliani del quale diventa amico. Modigliani disegna un suo ritratto che tuttavia, alcuni anni dopo, va distrutto in un incendio.

1921

soggiorna a lungo a Parigi. Tramite il pittore francese Maurice Loutreuil partecipa a una esposizione collettiva dedicata a un confronto tra artisti “pompiers”  e “modernes” presso la Galleria Devambez; in questa mostra espongono anche, tra gli altri, Manuel Ortiz de Zarate e Chaïm Soutine.

Al 14° Salon d’automne è presente con tre ritratti femminili.

1922 — 1925

continua ad alternare i suoi soggiorni tra l’Italia e la Francia.
In questi anni intraprende uno stimolante dialogo culturale con gli amici marchigiani Felice ed Ermenegildo Catalini, Gino Nibbi, Acruto Vitali.
Partecipa a Parigi ad alcune esposizioni: nel 1922 al 15° Salon d’automne; nel 1923 al 34° Salon des indépendants; nel 1924, oltre a partecipare ad una mostra collettiva presso La Closerie des Lilas, tiene una sua personale nell’abitazione della sorella Esmeralda in Boulevard Lannes.
Attraverso la sorella conosce Gabriel Voisin (pioniere dell’aviazione francese ed industriale aeronautico ed automobilistico) che diventa uno dei suoi primi collezionisti.
Nel 1925 partecipa al 36° Salon des indépendants.

1926

anche grazie all’interessamento del pittore Gian Emilio Malerba (che conosce tramite l’artista Mario Tozzi) partecipa con tre opere alla I Mostra del Novecento italiano promossa da Margherita Sarfatti a Milano; vengono esposte una natura morta e due marine (una di queste è Marina)
Sposa la pittrice svedese Nanny Hellström, conosciuta in Francia, e con lei va ad abitare a Monte Vidon Corrado.

1927

partecipa alla mostra del Novecento italiano ad Amsterdam (Esposizione d’arte italiana in Olanda) presentata da Enrico Morpurgo; espone quattro opere, tra le quali una natura morta (Natura morta con arancia).

1928

espone a Parigi nella mostra collettiva Les artistes italiens de Paris curata da Mario Tozzi.

Si dedica al progetto di illustrare un libro su Giacomo Leopardi; a tal fine inizia a realizzare alcuni disegni che hanno Leopardi come soggetto; in seguito il progetto viene tuttavia abbandonato.

1929

partecipa, a Milano, alla II Mostra del Novecento italiano.

Compila un questionario, che invia a Giovanni Scheiwiller, nel quale indica, tra l’altro, quelli che sono stati, fino a quel momento, i periodi della sua evoluzione artistica: il primitivismo fantastico (dal 1913 al 1915), gli episodi di guerra (dal 1915 al 1920) e, dal 1920 al 1929, il realismo (il termine realismo viene peraltro fatto seguire da un punto interrogativo a significare la particolarità del suo modo di raffigurare il reale).

A Parigi partecipa alla mostra collettiva Art italien moderne organizzata da Mario Tozzi.

1930

Espone a Basilea e poi a Berna nella mostra collettiva Artisti della nuova Italia presentata da Alberto Sartoris.

Dipinge quello che è considerato il suo primo quadro astratto (Fili astratti su fondo bianco).

1931

partecipa con due opere (Figura in verde e Paesaggio) alla I Quadriennale d’arte nazionale a Roma.

A settembre si reca a Stoccolma per l’inaugurazione della mostra “Novecento italiano” Nutida italiensk konst nella quale espone due nature morte e il ritratto di Nella (figura).

1932

scrive un racconto, la Sibilla, il cui manoscritto non è mai stato ritrovato.

1934

a Venezia incontra per la prima volta il critico Giuseppe Marchiori con il quale è in contatto epistolare dal 1932.

A Burano, sull’albo delle firme di una trattoria, si definisce errante eretico erotico.

Sulla rivista L’Orto pubblica un suo Ricordo di Modigliani.

1935

a Roma, alla II Quadriennale d’arte nazionale, espone tre opere: Il bilico (1934), Castello in aria (1932) e Stratosfera.

Legge con entusiasmo Kn, il saggio sull’arte astratta scritto da Carlo Belli.

Partecipa con sei opere alla Prima mostra collettiva di arte astratta italiana che, a marzo, si inaugura a Torino presso lo studio di Felice Casorati ed Enrico Paulucci: alla mostra partecipano anche, tra gli altri, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Mauro Reggiani, Atanasio Soldati, Luigi Veronesi.

Sul n. 4 della rivista francese Abstraction – Création art non figuratif vengono riprodotte due sue opere.

A Milano, presso la Galleria del Milione, tiene la sua prima mostra personale in Italia nella quale espone 37 dipinti ed alcuni disegni. Tra questi dipinti vi è anche il Notturno n. 2, del 1932.

Si reca a Parigi dove conosce personalmente Kandinskij, Zervos, Kupka, Herbin, Magnelli.

1936

a Villa Olmo, a Como, espone nella Mostra di pittura moderna italiana.

1937

a Milano partecipa alla mostra collettiva Venti firme presso la Galleria del Milione.
Su Il Corriere Padano pubblica uno scritto intitolato Natura di un discorso nel quale espone la sua concezione dell’arte.

1938

risale a questo anno la prima lettera che documenta l’esistenza di una corrispondenza epistolare con Franco Ciliberti, teosofo e studioso di filosofie orientali.

E’ presente, al Teatro delle Arti a Roma, alla conferenza tenuta da Marinetti sulla Difesa della civiltà per la libertà dell’arte.

1939

partecipa, a Roma, alla III Quadriennale d’arte nazionale.

1941

aderisce al Gruppo Primordiale Futurista, fondato a Como, del quale fanno parte, tra gli altri, Cesare Cattaneo, Franco Ciliberti, Pietro Lingeri, Mario Radice, Manlio Rho, Alberto Sartoris, Giuseppe Terragni.

Alberto Sartoris scrive sulla rivista Origini il saggio Osvaldo Licini archipittore.

1943 — 1945

appoggia l’attività del Comitato di Liberazione Nazionale.

1946

diventa sindaco di Monte Vidon Corrado.

1947

espone, a Milano, nella mostra collettiva Arte astratta e concreta organizzata da Max Bill, Max Huber e Lanfranco Bombelli Tiravanti.

1948

per la prima volta espone alla Biennale d’arte di Venezia dove è presente con tre opere.

1950

alla XXV Biennale d’arte di Venezia espone nove opere sul tema dell’Amalassunta.

1951

viene confermato sindaco di Monte Vidon Corrado per un’altra legislatura.
Partecipa, con tre opere sul tema dell’Amalassunta, alla mostra Artistas italianos de hoje nell’ambito della I Biennale del museo di arte moderna di San Paolo in Brasile.
Espone, a Torino, alla mostra Pittori d’oggi Francia – Italia.

1953

partecipa a Londra, con sei opere, alla esposizione collettiva Contemporary italian art.

1957

a Monte Vidon Corrado riceve la visita del critico Luigi Carluccio che intende organizzare una sua mostra retrospettiva a Torino nell’ambito della rassegna Pittori d’oggi Francia – Italia; aderisce all’iniziativa di Carluccio e concede in prestito per la mostra varie opere. La mostra si inaugura a ottobre (per la Francia viene dedicata una retrospettiva a Fernand Léger).

1958

il Centro Culturale Olivetti di Ivrea gli dedica, nel mese di febbraio, un’ampia mostra personale presentata da Marchiori; nei mesi che precedono l’inaugurazione collabora personalmente alla realizzazione dell’iniziativa.
Sono esposte 62 opere (dal 1921 al 1957); numerosi sono anche i dipinti degli anni Venti appartenenti al periodo del cosiddetto realismo.
Dipinge una delle sue ultime opere, Ritmo.
Alla XXIX Biennale d’arte di Venezia gli viene dedicata una sala personale nella quale (in base alla terza edizione riveduta del catalogo della Biennale) espone 43 opere; Umbro Apollonio presenta l’esposizione, l’allestimento è di Carlo Scarpa.
La giuria gli assegna il Gran premio internazionale per la pittura; a giugno è a Venezia con il figlio, Paolo, per la cerimonia di premiazione e qui riceve il premio dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
L’11 ottobre, quando è ancora in corso la XXIX Biennale, muore nella sua casa di Monte Vidon Corrado.

Alcune mostre successive al 1958
(elenco a cura di Lorenzo Licini)

1959

Retrospettiva alla VIII Quadriennale nazionale d’arte di Roma, Roma, Palazzo delle Esposizioni, dicembre 1959 – aprile 1960

1961

“Licini”, Madrid, Sala Santa Catalina, Ateneo de Madrid, 26 aprile – 14 maggio

1968

“Osvaldo Licini”, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna, 23 ottobre 1968 – 6 gennaio 1969

1969

“Osvaldo Licini”, Bologna, Palazzo dell’Archiginnasio, 2 febbraio – 9 marzo

1974

“Osvaldo Licini”, Dortmund, Museum am Ostwall, 23 novembre 1974 – 10 febbraio 1975

1985

“Licini. Opere dal 1913 al 1957”, Urbino, Palazzo Ducale, Sale del Castellare, luglio - settembre

1988

“Licini”, Venezia, Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa, 21 giugno – 18 agosto

1994

“Osvaldo Licini. Una retrospettiva nel centenario della nascita”, Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 22 marzo – 15 maggio; Milano, Palazzo Reale, 24 giugno – 2 ottobre

2010

“Osvaldo Licini: Capolavori”, Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, 24 ottobre 2010 – 20 marzo 2011

2014

“Jean Arp – Osvaldo Licini”, Lugano, Museo d’Arte Città di Lugano, 13 aprile – 20 luglio

2018

"Osvaldo Licini. Che un vento di follia totale mi sollevi", Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, 22 settembre 2018 – 14 gennaio 2019