Copia da un gesso (prova d'accademia), 1911, acquerello su carta, 63,5 X 51 cm, collezione privata

Nel corso dei suoi studi presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna (alla quale si era iscritto nel 1908), Licini realizzò anche, nel 1911, questa prova d'accademia.

Terminati gli studi bolognesi Licini si trasferì nel 1914 a Firenze dove frequentò l'Accademia di Belle Arti sino all’anno successivo.

Copertina del manoscritto dei Racconti di Bruto, 1913, collezione privata

Copertina

Il quaderno contiene i seguenti racconti di Licini risalenti al  1913 e trascritti a mano dall’artista tra l'agosto e il settembre dello stesso anno: Bruto in campagna (La passeggiata sentimentale, Il cuore in mano), Bruto in città (La nottata sentimentale, La conversazione sentimentale, La merda che fuma).

Il manoscritto fu inviato da Licini a Giorgio Morandi con questa nota posta nell'ultima pagina: "Le altre le leggerai a Bologna (Mi dispiace, caro Morandi, di non poterti mandare le altre. Mi tocca manoscriverle una per una e tu sai che la pazienza non ce l'ho avuta mai)".

In effetti i racconti scritti da Licini nel 1913 furono molti di più. L’artista, con una lettera del 17 settembre 1913, spedì al musicista futurista Francesco Balilla Pratella il manoscritto del racconto intitolato La passeggiata sentimentale (in una versione peraltro non del tutto coincidente con quella contenuta nel quaderno): nella stessa lettera Licini affermò di avere scritto, durante le vacanze, una ventina di racconti. Purtroppo oggi conosciamo soltanto quelli sopra elencati.

In fondo al manoscritto de La passeggiata sentimentale (nella versione inviata a Balilla Pratella) si può leggere la seguente annotazione di Licini: “Questo è il primo di una serie di racconti già fatti. Bruto è sempre il protagonista”.

Il titolo che appare sulla copertina del quaderno - La merda che fuma - è probabilmente quello che Licini aveva pensato per questa serie di racconti.

Il manoscritto inviato da Licini a Morandi fu poi consegnato da quest'ultimo a Francesco Balilla Pratella.

 

 

 

Manoscritto de Il cuore in mano, 1913, collezione privata

Il cuore in mano

Trascrizione

(Il cuore in mano)

 

Bruto s’era disteso, ma s’annoiava un poco

Allora, con una mano si prese il cuore dal petto, lo posò sul cuscino e lo guardò palpitare

Poi mise il suo cuore nel cavo della mano e cominciò ad ammirare l’opera di Dio.

E si compiacque a vedere il buco dove passa e ripassa l’anima e le piccole vene azzurrine dove s’annidano i sentimenti.

Poi lo strinse forte con la mano e cadde l’ultima stilla. Si alzò e mise il cuore sulla finestra per farlo asciugare

D’un tratto, Bruto fu colto da un bisogno irresistibile di tenerezza e provò l’impulso irresistibile di donare il suo cuore magari al primo uomo che incontrasse nella strada. E sortì col cuore in mano.

Allora Bruto cercò fra la folla l’uomo eletto. Cento volte tese la mano per donare il suo cuore, cento volte gli uomini si ritrassero con diffidenza.

Alla fine si mise il cuore in tasca. Camminando a zonzo arrivò ai giardini pubblici.

Trascrizione

Salì sul ponticello e si specchiò nel lago, e volle specchiare ancora il suo cuore.

E sospese il cuore sull’acqua.

E guardò il cuore nell’acqua.

Voleva gettare il cuore nell’acqua.

Ma poi se lo rimise in tasca.

Quando giunse sul prato dei fanciulli si fermò un momento per vederli giocare. Un bambino cadde sull’erba ma si alzò subito

C’era anche la madre del fanciullo seduta sull’erba. Bruto notò la carne fresca di quella madre giovane. Bruto s’accostò al fanciullo e gli mise il cuore in mano:

- Tieni, portalo a tua madre.

Il fanciullo fece l’offerta.

- Cosa porti porcaccione! cos’è quella porcheria? getta quella porcheria! hai capito porco? dove l’hai raccolta porcaccione?!

Il fanciullo gettò subito quel coso. Bruto lo raccolse con serietà poi si rivolse alla madre:

- Tu hai il naso storto, tuo marito è uno stupido e tuo figlio uno stronzo!...

 

Trascrizione

E se ne andò senza dire altro.

Incontrò un mendicante che gli tese la mano

Era zoppo, monco, col naso abbrustolito, un dente di fuori e una piaga colante in fronte

Bruto gli si accostò:

- Come ti chiami?

- Poveretto.

- Come ti chiami?

- Poveretto Carlo.

- Ebbene, senti, poveretto Carlo, vuoi venderti a me? io ti compro.

- Che hai detto!

- Io ti compro. Dopo ti metto una bella pietra al collo, ti acceco e ti taglio il naso. Va bene?

- Che dici assassino!

- Taci, scherzo di natura! Adesso voglio arricchirti. ecco questo è un tesoro per te. E gli mise il cuore in mano.

Il mendicante, lo guardò, l’annusò e lo gettò bestemmiando.

Bruto lo raccolse e glielo sbatté tre volte in fronte. Dopo seguitò la sua strada. Legò il cuore con uno spago e lo gettò a cavalcio =

Trascrizione

ni sui fili del telegrafo. Ma ci ripensò sopra e lo riprese.

- Se ci facessero la mortadella? Se lo cucinassero in un restaurant lo cederei anche gratis.

Finalmente, per sbarazzarsene subito a qualunque costo entrò nella chiesa lì vicino. Cercò del prete e comparve un prete con una bella faccia tosta. Bruto senza tante cerimonie gli disse:

- Ho ricevuto una bella grazia da San Giuseppe; vorrei lasciare questo ex voto come ricordo. È in forma di cuore umano.

Il prete lo prese in mano lo guardò e disse:

- Mi dispiace, ma noi non accettiamo cuori al naturale: ne faccia fare uno d’oro o d’argento.

Bruto gli tirò uno schiaffo che lo stordí

E soggiunse:

- Ho una voglia matta di spaccarti la chierica!

Poi andò a gettare il cuore in una latrina.

 

Testo della lettera di Osvaldo Licini a Francesco Balilla Pratella del 17 settembre 1913

Monte Vidon Corrado, 17 settembre 1913

Maestro Pratella,

eccole il primo di una ventina di racconti che ho scritti queste vacanze. Sono tutti di questo sapore: tutti invasati da un cinismo brutalissimo. Legga questo: poi lo faccia leggere a Vespignani.

Se lo troverà abbastanza originale da poter essere pubblicato sulla Lacerba, la prego, ella avrà modo di farmelo pubblicare e di garantire, con due righe, presso la direzione di Lacerba, la mia autenticità di futurista convinto, vecchio e disinteressato. Grazie.

Adesso mi sono rimesso a dipingere. faccio del paesaggio arabesco. La riverisco Maestro Pratella e la saluto. Dev.

Licini Osvaldo

Saluti Vespignani e che mi scriva. Peccato che non ci fui anch'io quel giorno insieme a Morandi

Scontro, 1915

Particolare di pag. 175 del libro di Vincenzo Costantini, Pittura italiana contemporanea Dalla fine dell’800 ad oggi, Editore Ulrico Hoepli, Milano, 1934.

E' riprodotta l'opera di Licini intitolata Scontro ed eseguita nel 1915.

Les cent du Parnasse, Parigi, 1921

Il 3 giugno 1921 si inaugurò a Parigi, presso il Café du Parnasse, la mostra collettiva Les cent du Parnasse.

Il catalogo della mostra, intitolato Les cent du Parnasse exposent leurs œuvres au cafe, aveva una prefazione di Serge Romoff.

Tra gli artisti presenti in mostra il catalogo elencava anche Licini con un Portrait de femme.

15° Salon d'automne, Parigi, 1922

Pag. 227 del catalogo del 15° Salon d’automne che si tenne a Parigi dal 1 novembre al 20 dicembre 1922. Di Licini furono esposte le seguenti opere:

- Jeune berger

- Portrait de Nerina

- Tête de garçon.

34° Salon des indépendants, Parigi, 1923

Dal 10 febbraio all'11 marzo 1923 si tenne a Parigi, presso il Grand Palais des Champs-Élysées, il 34° Salon des indépendants; Licini espose tre opere:

- Portrait de femme

- La cueillette

- Étude.

Closerie des Lilas, Parigi, 1924

Pagina dell’Album della mostra collettiva che si svolse a Parigi, dal 9 febbraio al 14 aprile 1924, presso la Closerie des Lilas e alla quale partecipò Licini.

L'opera di Licini riprodotta è un ritratto della madre.

Figura di ragazzo col cuore, 1924, matita e inchiostro su carta, 19 X 12 cm, collezione privata.

Il disegno è stato eseguito da Osvaldo Licini su una pagina dell'Album della mostra collettiva che si svolse a Parigi, dal 9 febbraio al 14 aprile 1924, presso la Closerie des Lilas.

Pagina dell’Album della mostra collettiva che si tenne a Parigi, dal 9 febbraio al 14 aprile 1924, presso la Closerie des Lilas e alla quale partecipò Licini.

L'opera di Licini riprodotta è un ritratto della madre.

36° Salon des indépendants, Parigi, 1925

Dal 21 marzo al 3 maggio 1925 si svolse a Parigi, presso il Palais de Bois - Porte Maillot, il 36° Salon des indépendants. Licini espose due opere:

- Paysage

- Portrait de fillette

I Mostra del Novecento italiano, Milano, 1926

Pag. 30 del Catalogo della prima mostra del Novecento Italiano, febbraio - marzo 1926, Arti Grafiche Gualdoni, Milano, 1926.

Dall’elenco riportato nella stessa pagina risulta che di Licini furono esposte le seguenti opere:

- Natura morta

- Marina

- Marina

 

 

 

Pag. 66 del Catalogo della prima mostra del Novecento Italiano, febbraio - marzo 1926, Arti Grafiche Gualdoni, Milano, 1926.

E’ riprodotta una delle tre opere di Licini esposte in questa mostra: si tratta della Natura morta che fu acquistata da Benito Mussolini.

Esposizione d'arte italiana in Olanda, Amsterdam, 1927

Pag. 63 del catalogo della Esposizione d’arte italiana in Olanda, presentazione di Enrico Morpurgo (Amsterdam, Stedelijk Museum, 22 ottobre - 20 novembre 1926; Pulchri Studio, L’Aja, 9 - 31 dicembre 1926).

Di Licini, oltre alla Natura morta (Stilleven) riprodotta in questa pagina, furono esposte anche:

- Figura (Figuur)

- Una donna (Een vrouw)

- Paesaggio (Landschap).

Testo del Questionario Scheiwiller compilato da Osvaldo Licini, 1929

 

Questionario da riempire e da rinviare al seguente indirizzo con le fotografie delle opere:

GIOVANNI SCHEIWILLER

Foro Bonaparte 5 Milano (110)

 

1 – Cognome e nome dell’artista: Osvaldo Licini

2 – Luogo e data di nascita: Monte Vidon Corrado 1894

3 – Indirizzo: Monte Vidon Corrado (Prov. Ascoli Piceno)

4 – Quali studi ha fatto? (Scuole elementari? Ginnasio? Università?) Scuole Tecniche

5 – Biografia (Origini della famiglia. Qualcuno dei suoi famigliari fu o è artista? Quando iniziò la sua carriera artistica? Quali professori ebbe? Frequentò l’accademia o è autodidatta? Quali artisti antichi o moderni preferisce? Fece la guerra mondiale? È Ella critico d’arte? Nel caso affermativo indicare gli scritti più importanti. E’ Lei insegnante d’arte? Dove?)

Vengo da una famiglia di contadini proprietari

Frequentai l’Accademia di Bologna

Preferisco: Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Greco, Rembrandt, Goya, Courbet, Corot, Manet, gl’Impressionisti, Cézanne, Utrillo, Modigliani, Renoir, Fattori

Feci la guerra, e sono mutilato di guerra.

6 – Arti Plastiche. Si dedica alla pittura, scultura, architettura, arte decorativa, scenografia, bianco e nero, decorazione del libro?

Pittura – bianco e nero – decorazione del libro.

 7 – Elenco delle principali opere in ordine cronologico (Indicare l’anno di creazione, nome del possessore e dove si trovano.)

Nessuna opera importante da segnalare. Solo studi.

 8 – Elenco delle mostre personali.

Nessuna.

 9 – Elenco delle principali mostre alle quali ha partecipato:

Parigi – 3 Salon d’Automne.

Parigi – 3 Salon des Indépendants.

Milano – I e II mostra del 900.

Amsterdam mostra del 900 italiano.

10 – Iconografia (Fece autoritratti? Altri artisti fecero il Suo ritratto? Sua caricatura?)

Ne ho fatto qualcuno. Altri artisti fecero il mio ritratto.

 11 - Studi della Sua evoluzione artistica (indicare nel possibile la durata di questi studi).

1913-1915 Primitivismo fantastico

1915-1920 Episodi di Guerra (quasi tutti distrutti)

1920-1929 Realismo?

 12 – Quali artisti antichi o moderni ebbero un’influenza sulla Sua arte?

Tutti e nessuno. Gl’impressionisti.

 13 – Quale è la tecnica che preferisce nel Suo lavoro?

A pieno impasto di colore disteso e mescolato alla prima sulla tela.

 14 – Quali i soggetti preferiti?

Figure – paesaggi – natura morta.

 15 – Quale il procedimento creativo? (Schizzo? Disegno? Lavoro dal Vero?)

Lavoro dal vero. Quasi sempre.

 16 – Che intende Lei per Arte Moderna?

Forza – Colore – Sentimento umano: Poesia.

 17 – E’ bene che esista il Novecento Italiano o è male?

Non è né bene né male. Manifestazione di innocue disparate tendenze. Solo l’Artista mi interessa quando è grande.

 18 - Può un artista essere critico d’arte imparziale?

Si

 19 – Bibliografia (Indicare i volumi, i cataloghi delle mostre personali, gli articoli più importanti che parlarono della Sua opera artistica):

Ben poco. Briciole, che non val la pena di ricordare.

 

 

 

Art italien moderne, Parigi, 1929

Pag. 10 del catalogo della Exposition Art italien moderne, organizzata da Mario Tozzi, Éditions Bonaparte, Parigi, 1929.

La mostra si tenne dal 30 novembre al 20 dicembre 1929, a Parigi, presso le Edizioni Bonaparte: queste ultime, nel 1930, pubblicarono poi un libro di Giovanni Scheiwiller, intitolato Art italien moderne, nel quale furono riprodotte due opere di Licini.

Artisti della nuova Italia, Berna, 1930

Pag. 23 del catalogo della mostra Artisti della nuova Italia, presentazione di Alberto Sartoris, Kunsthalle, Berna, 16 marzo - 4 maggio 1930.

Risultano esposte le seguenti opere di Licini:

- Figura (Figur)

- Natura morta (Stilleben)

- Natura morta (Stilleben).

Uccello n. 2, 1931

Particolare della copertina del Bollettino della Galleria del Milione, Milano (Bollettino n. 39,  19 aprile - 1 maggio 1935), Tipografia “Economica”, Abbiategrasso.

Il particolare riproduce un'opera del 1931 di Licini intitolata Uccello n. 2 (olio, 90 X 67 cm).

I Quadriennale d'arte nazionale, Roma, 1931

Pag. 42 del Catalogo della Prima quadriennale  d’arte nazionale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, gennaio - giugno 1931, Edizioni Enzo Pinci, Roma.

"Novecento italiano" Nutida italiensk konst, Stoccolma, 1931

Particolare di pagina del catalogo della mostra “Novecento Italiano” Nutida italiensk konst, Liljevalchs Konsthall, Stoccolma, 9 settembre - 4 ottobre 1931.

E’ riprodotta l’opera Nella di Licini.

In questa mostra collettiva, oltre a Nella, furono esposte di Licini due nature morte.

Testo della lettera di Osvaldo Licini a Giovanni Scheiwiller del 5 gennaio 1933

Monte Vidon Corrado, 5 gennaio 1933

Preg.mo Sig. Scheiwiller,

ieri Le ho spedito il quadro franco domicilio a grande velocità. Ho fermato il coperchio con viti, così potrà aprire la cassa facilmente. In un angolo del dipinto ho incollato un numero. Come si legge il numero va visto ed appeso il quadro. Misura 90X63. Il titolo è Un uccello che risulta dal calcolato incontro di tre triangoli (bianco rosso nero) su una stessa direttrice. La profondità è data da due piani grigi del fondo. Nell'insieme, un ritmo semplice di geometria piana. Vedrà. È un pò l'uovo di Colombo. Plasticamente mi sembra stia bene in piedi, e per quanto poco apparente, ne emana un certo incanto... La cassa  in cui si trova collocato potrebbe essere la sua cornice. Ho eseguito quattro varianti su questo tema nel mese di dicembre. Le ho inviato la più sobria. Il quadro quando è partito non era ancora asciutto. Sono convinto che la pittura astratta che è sul nascere darà uno stile a questo secolo. Tutto il resto non è che rimasticatura dell'800. Nel quadro che Le ho mandato troverà ancora qualche residuo "metafisico" questa scoria romantica, di cui spero liberarmi presto completamente. Se trovasse il quadro completamente nullo o insufficiente me lo dica francamente. Io ne invierò immediatamente un altro e se vuole uno dei miei vecchi, del quale potrei mandarLe prima a vedere una fotografia. Ho ricevuto il suo biglietto e La ringrazio per la sua infinita cortesia.

Le rinnovo gli auguri pel 1933

e mi creda con i più cordiali saluti

suo Licini

"Ricordo di Modigliani" scritto da Osvaldo Licini e pubblicato sulla rivista L'Orto, 1934

Prima pagina del "Ricordo di Modigliani" scritto da Osvaldo Licini.

L'Orto, rivista bimestrale di lettere e arte, Bologna, anno IV n. 1, gennaio - febbraio 1934,  pag. 9.

Seconda pagina del "Ricordo di Modigliani" scritto da Osvaldo Licini.

L'Orto, rivista bimestrale di lettere e arte, anno IV n. 1, gennaio febbraio 1934, pag. 10.

Terza e ultima pagina del "Ricordo di Modigliani" scritto da Osvaldo Licini. E' riprodotto anche un disegno a china eseguito da Osvaldo Licini.

L'Orto, rivista bimestrale di lettere e arte, Bologna, anno IV n. 1, gennaio-febbraio 1934, parte di pagina 11.

Abstraction - Création art non figuratif, cahier n. 4, 1935

Pag. 18 del cahier 1935 n. 4 di Abstraction - Création art non figuratif, Parigi.

II Quadriennale d'arte nazionale, Roma, 1935

Pag. 16 del catalogo della Seconda quadriennale d’arte nazionale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, febbraio - luglio 1935, Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli & C., Roma.

Pag. 17 del catalogo della Seconda quadriennale d’arte nazionale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, febbraio - luglio 1935, Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C., Roma.

Prima mostra collettiva di arte astratta italiana, Torino, 1935

Pagina del catalogo pieghevole stampato in occasione della Prima mostra collettiva di arte astratta italiana che si tenne  nel 1935 presso lo Studio di Felice Casorati ed Enrico Paulucci in via Barolo 2 a Torino.

Galleria del Milione, Milano, 1935

Particolare di pagina del Bollettino della Galleria del Milione, Milano (Bollettino n. 39, 19 aprile - 1 maggio 1935), Tipografia “Economica”, Abbiategrasso.

Questo particolare riproduce l’elenco delle opere di Licini esposte nella mostra personale che si tenne nel 1935 presso la Galleria del Milione a Milano.

Testo della Lettera aperta al Milione scritta da Osvaldo Licini, 1935

Noi non ci conosciamo, amici del Milione. Per caso ci siamo trovati in quella nona saletta della Quadriennale dove la gente passa allegra, indignata o indifferente. E ci siamo subito riconosciuti fratelli in spirito. E mi avete invitato ad esporre a Milano.

Vi confesso che lo faccio un poco malvolentieri. Alle vostre insistenze mi sono piegato per quella disciplina che impone la nostra regola. E poi vi avverto che i miei capolavori sono ancora tutti da fare. Ne tengo più d’uno in cantiere, ma non sono ancora pronti per scendere in mare.

Dunque fino a quattro anni fa ho fatto tutto quello che ho potuto per fare della buona pittura dipingendo dal vero. Poi ho cominciato a dubitare. Dubitare non è una debolezza, ma è un lavoro di forza, come forgiare, ha detto Cartesio. E mi sono convinto che facevo, come fanno ancora tanti, della pittura in ritardo, superatissima, fuori del tempo e contraria alla sua vera natura, che non è: imitazione. La pittura è l’arte dei colori e delle forme, liberamente concepite, ed è anche un atto di volontà e di creazione, ed è, contrariamente a quello che è l’architettura, un’arte irrazionale, con predominio di fantasia e immaginazione, cioè poesia. Allora ho preso 200 buoni quadri che ho dipinti dal vero e li ho portati in soffitta.

E da quattro anni i miei quadri me li sono cominciati a inventare. Dicono i preti che io faccio adesso della pittura cerebrale. Che cosa dovremmo fare, la pittura intestinale? Anche la loro sensazione è un fenomeno di attività centrale, cerebrale. E allora? Dicono pure (in malafede) che la nostra è pittura decorativa. Se la nostra è pittura decorativa, la loro pittura è scenografica, fotografica o grottesca. E siamo pari. A che serve un quadro se non a superdecorare un muro, rallegrare una parete? Questa è la sua funzione, la sua sola giustificazione. D’accordo, sarà anche un’opera di poesia. E questo noi faremo adoperando libere forme e colori. Dimostreremo che la geometria può diventare sentimento, poesia più interessante di quella espressa dalla faccia dell’uomo. Quadri che non rappresentano nulla, ma che a guardarli procurino un vero riposo per lo spirito.

Una cosa è certa: noi non faremo più della pittura come piace a Ojetti, archeologica, o imitativa come le scimmie. A quella vecchia favola della pittura imitativa noi tireremo il collo. E a tutti i critici da salon.

OSVALDO LICINI

 

Nota:

La Lettera aperta al Milione di Osvaldo Licini fu pubblicata sul Bollettino della Galleria del Milione, Milano (Bollettino n. 39, 19 aprile - 1 maggio 1935), Tipografia "Economica", Abbiategrasso.

Il riferimento, nel documento, alla "nona saletta della Quadriennale" è nei confronti della sala IX della II Quadriennale d'arte nazionale, Roma, 1935: in questa sala, oltre a Licini, esposero anche, tra gli altri, Lucio Fontana, Atanasio Soldati, Mauro Reggiani.

Venti firme, Galleria del Milione, Milano, 1937

Nella mostra collettiva Venti firme che si tenne nel 1937 a Milano, presso la Galleria del Milione, Licini espose tre opere:

- Tulipano, 1933

- Composizione, 1934

- Obelisco, 1934

Testo della lettera di Osvaldo Licini a Franco Ciliberti del 22 novembre 1938

Monte Vidon Corrado, 22 novembre 1938

Caro Franco,

ti mando i miei monti, e tu mandami i tuoi “creatori” ma ricordati.

Accetto l’invito per la mostra Dedalo. Al Milione fatevi dare l’Archipittura sul fondo nero, Archipittura su fondo rosso, e Addentare.

Ti abbraccio,

Licini

 

 

 

 

Testo della lettera di Osvaldo Licini a Franco Ciliberti del 1° febbraio 1941

Monte Vidon Corrado, 1° febbraio 1941

Caro Ciliberti,

ti scrivo dalle viscere della terra, la “regione delle Madri” forse, dove sono disceso per conservare incolumi alcuni valori immateriali, non convertibili, certo, che appartengono al dominio dello spirito umano. In questa profondità ancora verde, la landa dell’originario forse, io cercherò di recuperare il segreto primitivo del nostro significato nel cosmo. Perciò estinzione del contingente, per ora. Voi non mi vedrete così presto a Milano, né con la spada, né con le larve, né con gli emblemi. Cessato il pericolo, non dubitate, riapparirò alla superficie con la “diafanità sovraessenziale” e “senza ombra”. Solo allora potrò mostrarti le mie prede: i segni rari che non hanno nome; alfabeti e scritture enigmatiche; rappresentazioni totemiche, che solo tu con la tua scienza potrai decifrare.

Quella sarà la nostra ora. Ti ringrazio e ti abbraccio

Licini

Testo della lettera di Osvaldo Licini a Giuseppe Marchiori del 24 marzo 1943

Monte Vidon Corrado, 24 marzo 1943

Carissimo Marchiori,

sono contento di sapervi a Venezia felicemente ritornato nella casa paterna, intero e fatto uomo, cioè fango, nel senso biblico, s’intende. Ed ora che siete tornato “uomo” da tale fango, non resta che purificarvi, o meglio, come direbbe Nietzsche, superarvi.

Ma che cosa è l’uomo?

Mi rincresce, ma nemmeno Nietzsche ha saputo rispondere a questa domanda.

Vivere, allora, andare al di là di noi stessi, trascendersi. Ecco perché ancora viviamo, con questa speranza. Delle mie tre persone della mia santissima trinità, la errante, la erotica, la eretica, le prime due, durante la vostra assenza, se ne sono andate. Non resta che la terza elevata al cubo. E è quella che vi parla. Voi sentite che la voce non è cambiata. Voi sapete che il vostro silenzio ebbe un tremendo significato. Perciò non c’è niente da scusare, era semplicemente necessario.

Adesso potremo incontrarci o scontrarci, duri e fatti uomini, sulle soglie della Basilica di San Marco o a l’ombra del campanile di Monte Vidon Corrado.

Sarò curioso di conoscere la vostra veridica istoria.

Intanto potrete continuare a scrivermi; risponderò puntualmente.

Credo avremo ancora molte cose da dirci. Sicuro, niente è finito, tutto deve ricominciare. Di nuovo mi congratulo per il vostro felice ritorno.

Tanti auguri, vi auguro una buona ripresa di lavoro, un sacco di belle cose, fra le quali quella di rivederci. Anche mia moglie vi saluta.

Vi abbraccio e credetemi vostro aff.mo

Licini

P.S. Non vi parlo del mio lavoro. Chi vivrà, vedrà.

 

Disegno colorato di Osvaldo Licini sulla copertina de Les fleurs du mal (in un'edizione del 1947)

Disegno colorato che Osvaldo Licini realizzò utilizzando la copertina di un libro di Charles Baudelaire presente nella sua biblioteca (Charles Baudelaire, Les fleurs du mal, nell'edizione con testo di René Louis Doyon, René Rasmussen, Parigi, 1947).

Licini, sin da molto giovane, amava particolarmente leggere Baudelaire; Riccardo Passoni, nel suo testo Una postilla sulle letture di Licini (apparso sul catalogo della mostra Osvaldo Licini: Capolavori 24.10.2010 - 30.01.2011 GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino,  Electa, 2010, pag. 178) ha osservato che, tra le opere che erano state presenti nella biblioteca di Licini, c'era anche "la microscopica edizione dei Fiori del male (Sonzogno, Milano 1908), ridotta quasi a una larva, seguita da La fanfarlo (Quattrini, Firenze 1911)".

Il fatto che nella biblioteca di Licini fosse presente anche un'edizione dei Fiori del male pubblicata nel 1947 è una conferma del permanere dell'interesse dell'artista - anche in età matura - per il poeta francese.

XXIV Biennale d'arte di Venezia, 1948

Pag. 187 del Catalogo della XXIV Biennale di Venezia, Edizioni Serenissima, seconda edizione, 1948.

Mostra nazionale Premio del Fiorino, Firenze, 1950

Pagina 15 del Catalogo della mostra nazionale Premio del Fiorino, Firenze, Galleria dell'Accademia, 18 maggio - 18 giugno 1950, Firenze, Vallecchi Editore, 1950.

XXV Biennale d'arte di Venezia, 1950

Pag. 200 del Catalogo della XXV Biennale di Venezia, seconda edizione, Alfieri Editore Venezia, 1950.

Artistas italianos de hoje, I Biennale del museo di arte moderna di San Paolo del Brasile, 1951

Tra l'ottobre e il dicembre del 1951 Licini partecipò con tre opere alla mostra Artistas italianos de hoje nell'ambito della I Biennale del museo di arte moderna di San Paolo del Brasile; in particolare espose:

- Amalassunta n. 3, 1950 (all'epoca di questa mostra appartenente a Lucio Fontana)

- Amalassunta n. 5, 1950

- Amalassunta n. 8, 1950

Pittori d'oggi Francia - Italia, Torino, 1951

Nella I mostra Pittori d'oggi Francia - Italia che si tenne a Torino nell'ottobre del 1951, Licini espose l'opera La notte (un'amalassunta del 1950).

Pittori d'oggi Francia - Italia, Torino, 1957

Pagina del catalogo della mostra Pittori d’oggi Francia - Italia, ottobre - novembre 1957, Palazzo delle Arti, Parco del Valentino, Torino, edizione La  Bussola galleria d’arte Torino.

La pagina contiene l’elenco delle opere esposte da Licini nella Quinta mostra di Pittori d’oggi Francia - Italia.

Centro Culturale Olivetti, Ivrea, 1958

Pag. 49 del catalogo della mostra Licini, Centro Culturale Olivetti, Ivrea, 1958, quaderno d’arte a cura di Vanni Scheiwiller.

Pag. 50 del catalogo della mostra Licini, Centro Culturale Olivetti,  Ivrea, 1958, quaderno d’arte a cura di Vanni Scheiwiller.

XXIX Biennale d'arte di Venezia, 1958

Pag. 34 del Catalogo della XXIX Biennale internazionale d’arte, terza edizione riveduta (15 settembre 1958), Stamperia di Venezia s.p.a., Venezia.

Pag. 35 del Catalogo della XXIX Biennale internazionale d’arte, terza edizione riveduta (15 settembre 1958), Stamperia di Venezia s.p.a., Venezia.

Pag. 36 del Catalogo della XXIX Biennale internazionale d’arte, terza edizione riveduta (15 settembre 1958), Stamperia di Venezia s.p.a., Venezia.

    • 1911 - 1919
      • Copia da un gesso (prova d'accademia), 1911, acquerello su carta, 63,5 X 51 cm, collezione privata
      • Copertina del manoscritto dei Racconti di Bruto, 1913, collezione privata
      • Manoscritto de Il cuore in mano, 1913, collezione privata
      • Testo della lettera di Osvaldo Licini a Francesco Balilla Pratella del 17 settembre 1913
      • Scontro, 1915
    • 1920 - 1929
      • Les cent du Parnasse, Parigi, 1921
      • 15° Salon d'automne, Parigi, 1922
      • 34° Salon des indépendants, Parigi, 1923
      • Closerie des Lilas, Parigi, 1924
      • 36° Salon des indépendants, Parigi, 1925
      • I Mostra del Novecento italiano, Milano, 1926
      • Esposizione d'arte italiana in Olanda, Amsterdam, 1927
      • Testo del Questionario Scheiwiller compilato da Osvaldo Licini, 1929
      • Art italien moderne, Parigi, 1929
    • 1930 - 1939
      • Artisti della nuova Italia, Berna, 1930
      • Uccello n. 2, 1931
      • I Quadriennale d'arte nazionale, Roma, 1931
      • "Novecento italiano" Nutida italiensk konst, Stoccolma, 1931
      • Testo della lettera di Osvaldo Licini a Giovanni Scheiwiller del 5 gennaio 1933
      • "Ricordo di Modigliani" scritto da Osvaldo Licini e pubblicato sulla rivista L'Orto, 1934
      • Abstraction - Création art non figuratif, cahier n. 4, 1935
      • II Quadriennale d'arte nazionale, Roma, 1935
      • Prima mostra collettiva di arte astratta italiana, Torino, 1935
      • Galleria del Milione, Milano, 1935
      • Testo della Lettera aperta al Milione scritta da Osvaldo Licini, 1935
      • Venti firme, Galleria del Milione, Milano, 1937
      • Testo della lettera di Osvaldo Licini a Franco Ciliberti del 22 novembre 1938
    • 1940 - 1949
      • Testo della lettera di Osvaldo Licini a Franco Ciliberti del 1° febbraio 1941
      • Testo della lettera di Osvaldo Licini a Giuseppe Marchiori del 24 marzo 1943
      • Disegno colorato di Osvaldo Licini sulla copertina de Les fleurs du mal (in un'edizione del 1947)
      • XXIV Biennale d'arte di Venezia, 1948
    • 1950 - 1958
      • Mostra nazionale Premio del Fiorino, Firenze, 1950
      • XXV Biennale d'arte di Venezia, 1950
      • Artistas italianos de hoje, I Biennale del museo di arte moderna di San Paolo del Brasile, 1951
      • Pittori d'oggi Francia - Italia, Torino, 1951
      • Pittori d'oggi Francia - Italia, Torino, 1957
      • Centro Culturale Olivetti, Ivrea, 1958
      • XXIX Biennale d'arte di Venezia, 1958

Copia da un gesso (prova d’accademia), 1911, acquerello su carta, 63,5 X 51 cm, collezione privata, 1/1