31 Marzo 2022

“Queste, in poche parole, sono le mie convinzioni personali”

Queste, in poche parole, sono le mie convinzioni personali”: così scrisse Licini al critico Giuseppe Marchiori concludendo la lettera del 21 marzo 1933.

In essa Licini aveva infatti anticipato alcune idee cardine del suo pensiero. Ad esempio:”… romanticismo, realismo, impressionismo, furono magnifiche espressioni, che però appartengono all’800 e dall’800 completamente esaurite. Inutile sarà insistervi ancora: tempo perso”.

Il che faceva già pensare a quanto qualche anno dopo, nel 1937, Licini avrebbe scritto in Natura di un discorso: “siamo astrattisti per la legge psicologica di compensazione, cioè per reazione all’eccessivo naturalismo e materialismo del secolo decimonono. Siamo astrattisti perchè riteniamo che classicismo, romanticismo, realismo ecc. siano cicli chiusi ed ozioso è ritornarci sopra” (1).

Un’altra convinzione espressa da Licini già in quella lettera è che “… la pittura sarà, finalmente, l’arte dei colori”.

Nel 1935, nella Lettera aperta al Milione, specificherà che “…la pittura è l’arte dei colori e delle forme, liberamente concepite, ed è anche un atto di volontà e di creazione, ed è, contrariamente a quello che è l’architettura un’arte irrazionale, con predominio di fantasia e immaginazione, cioè poesia” (2).

Nel 1937, nella parte finale di Natura di un discorso, Licini aggiungerà che “la pittura è l’arte dei colori e dei segni. I segni esprimono la forza, la volontà, l’idea. I colori la magia. Abbiamo detto segni e non sogni” (3).

Il testo integrale della lettera a Marchiori del 21 marzo 1933 – un testo molto poco noto (4) – si può adesso trovare anche all’interno di questo sito.

Lorenzo Licini

 

 

(1) Osvaldo Licini, Natura di un discorso, Corriere Padano, Ferrara, 9 ottobre 1937.

(2) Osvaldo Licini, Lettera aperta al Milione, Bollettino della Galleria del Milione, Milano (Bollettino n. 39, 19 aprile – 1 maggio 1935), Tipografia “Economica”, Abbiategrasso.

(3) Osvaldo Licini, Natura di un discorso, op. cit..

(4) Ad esempio ne furono riportate alcune parti in Osvaldo Licini, Errante, erotico, eretico gli scritti letterari e tutte le lettere raccolti da Zeno Birolli, a cura di Gino Baratta, Francesco Bartoli, Zeno Birolli, Feltrinelli Editore, Milano, 1974, pag. 205.