22 Marzo 2019

Ipotesi per Amalassunta

Nel 1950, alla XXV Biennale di Venezia, Osvaldo Licini espose nove opere sul tema dell’Amalassunta: era la prima volta che questo tema della sua arte veniva presentato al pubblico.

In una lettera del 21 maggio 1950 (pochi giorni prima dell’inaugurazione di quella Biennale) Licini scrisse a Giuseppe Marchiori: “ma, se dovessi mancare e qualche anima curiosa dovesse rivolgersi proprio a Lei, critico d’arte senza macchia e senza paura, per sapere chi è questa misteriosa “Amalassunta” di cui tanto ancora non si parla, risponda pure, a mio nome, senza ombra di dubbio, sorridendo, che, Amalassunta è la Luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco”.

 

Dunque, come disse lo stesso Licini, Amalassunta è la Luna; l’artista non chiarì però il motivo della scelta di quel nome così particolare, Amalassunta.

Sono state fatte al riguardo diverse ipotesi; anch’io ho tentato di farne una e la rendo nota oggi in occasione del 125° anniversario della nascita di mio nonno Osvaldo.

 

Amalasunta (in questo caso con una esse soltanto), regina degli Ostrogoti, visse tra il 493 (o successivamente) e il 535; si narra che per un periodo della sua vita fosse stata anche a Fermo (1), nelle Marche. Fu poi detronizzata e imprigionata nell’isola Martana, sul lago di Bolsena, dove venne assassinata nel 535.

 

Sulla base di quanto può leggersi in un antico vocabolario (a pag. 233, vol. 1, del Vocabolario universale italiano, compilato a cura della Società Tipografica Tramater e C., Napoli, 1829) il nome Amalasunta deriverebbe dal tedesco “himmel cielo, e scheint ci riluce: Rilucente come il cielo”; per altri, sempre in base allo stesso vocabolario, la derivazione sarebbe da “himmel, e da schein aspetto: Aspetto celeste”.

 

Ebbene, l’espressione “rilucente come il cielo” appare curiosamente in sintonia con le parole – “garantita d’argento per l’eternità” – che Licini usò per descrivere la luminosità della Luna e quindi dell’Amalassunta.

 

Ma c’è di più; un altro tema dell’arte di Licini (sviluppato successivamente rispetto al tema dell’Amalassunta) è stato quello dell’Angelo di San Domingo.

L’artista disse a Paolo, suo figlio, di aver chiamato così questo Angelo perché la sua forma gli ricordava quella dell’isola dove si trova Santo Domingo.

 

Sulla base di questo spunto ho allora cercato, su una cartina geografica, l’isola Martana (dove Amalasunta visse i suoi ultimi giorni) e, con molta sorpresa, ho scoperto che quell’isola ha la forma di una mezzaluna (2).

 

Questi elementi potrebbero forse spiegare la scelta del nome di Amalassunta per indicare “la luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità”.

 

Lorenzo Licini

 

 

(1) Monte Vidon Corrado, il paese dove nacque e morì Osvaldo Licini, si trova a poca distanza da Fermo.

(2) In diverse opere di Licini la forma dell’Amalassunta ricorda proprio quella di una mezzaluna.